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Digrignare o serrare i denti (bruxismo) è più comune di quanto si pensi, soprattutto durante il sonno. Spesso chi ne soffre non se ne accorge: i segnali arrivano “di riflesso”, con denti che si consumano, tensioni muscolari o fastidi alla mandibola.

I sintomi più frequenti

Il bruxismo può manifestarsi con: usura o scheggiature dei denti, sensibilità al caldo/freddo, dolore ai muscoli del viso al risveglio, mal di testa (specie temporale), rigidità del collo, o disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare (scatti, blocchi, dolore davanti all’orecchio). In alcuni casi si nota anche retrazione gengivale o microfratture dello smalto.

Perché succede: le cause più comuni

Non esiste una sola causa. Il bruxismo è spesso legato a una combinazione di fattori: stress e ansia, qualità del sonno, abitudini (caffeina, fumo, alcol), predisposizione individuale. Anche interferenze occlusali, o problemi dell’ATM possono contribuire. Importante: non sempre “mordere male” è la causa principale, ma va valutato caso per caso.

Cosa rischi se lo trascuri

Nel tempo, il serramento continuo può consumare lo smalto, aumentare il rischio di fratture dentali e sovraccaricare l’ATM. Se sono presenti impianti o protesi, il carico eccessivo può creare complicazioni. Prima si intercetta il problema, più è facile limitarne gli effetti.

Cosa si può fare davvero

La soluzione più comune è il bite (placca di svincolo), personalizzato, che protegge i denti e riduce il sovraccarico muscolare. A seconda del caso possono essere utili anche: valutazione gnatologica, fisioterapia/riabilitazione dell’ATM, indicazioni su igiene del sonno e gestione dello stress.

Se ti svegli spesso con tensione, mal di testa o noti denti “piatti” e consumati, una visita mirata può chiarire rapidamente se si tratta di bruxismo e quale percorso è più adatto.